Impariamo a conoscere l'olio

 

Noi italiani, soprattutto al sud, usiamo l’olio praticamente dappertutto. Non c’è piatto italiano che non abbia una bella spruzzata di olio fresco, o che non sia preceduto da un soffritto. Ma quanto, veramente conosciamo l’olio?  Ecco una piccola guida per ricordarci cosa scegliere quando siamo davanti alle bottiglie di olio. L’olio d’oliva è classificato per legge in diverse tipologie a cui corrispondono standard qualitativi e commerciali differenti. A seconda di parametri di acidità e di analisi sensoriale viene diviso in: Olio extravergine di oliva: ricco di acido oleico e vitamina E, l’olio extravergine di oliva non deve avere difetti e possedere un’acidità inferione allo 0,8%. Le sue caratteristiche organolettiche (giudicate da panel di degustatori) possono cambiare a seconda della varietà di oliva, del territorio, delle tecniche di raccolta, di spremitura e conservazione.

Olio vergine di oliva: ha un’acidità pari al 2%, è un olio non raffinato, ottenuto dalla sola spremitura delle olive senza aggiunte di additivi. Le sue caratteristiche organolettiche sono inferiori di quelle dell’extravergine di oliva, e potrebbe anche avere dei minimi difetti alle percezioni olfattive. Olio di oliva: è olio di oliva vergine tagliato con quello raffinato, acidità 1,5% . Olio di sansa di oliva: è costituito dalla sana, ovvero dalle buccette, residui della polpa e frammenti di nocciolo. La sua acidit massima è parti al 1,5%. Olio di oliva raffinato: si ottiene per rettifica di oli lampanti, su cui si sono riscontrati gravi difetti organolettini. E’ incolore, inodore e insapore.

Feudo dei Verità P.IVA 05134110724

(C) 2006-2010 Tutti i diritti riservati - concept by Percezioni